Autore: admin

La storia di Orazio

Mi chiamo Orazio Bruno, sono affetto da “Tetraparesi Spastica distonica da Cerebropatia infantile”, non deambulante (sto in carrozzina). Vivo a Massafra (TA). Dopo aver passato tutta la mia infanzia e parte della mia adolescenza negli Istituti, 10 anni all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, un po’ di mesi al Santo Stefano di Porto Potenza Picena (MC), 2 anni nell’A.I.A.S. (Associazione Italiana per l’Assistenza agli Spastici) di Bari (dove sono riuscito a prendere il diploma di Scuola Media Inferiore) e l’A.I.A.S. di Taranto, quest’ultima trasformatasi in C.P.R.H. (Consorzio Provinciale Riabilitazione Handicappati) poi convogliato nella attuale A.S.L., riuscii ad essere assunto come...

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Un giorno di ordinaria follia

Citofonano. Apro. Dopo un po’ salgono ed entrano. Ci salutiamo. E’ da un po’ che non vedo né mia madre né mio fratello, molto di più mio fratello. Lui ha un altro viso, penso che questa volta sia veramente cambiato, e probabilmente è così. Gli mostro la casa. Ancora, dopo diversi mesi, non era mai stato da me. Non è uno che esplicita molto, ma percepisco che ha una più alta considerazione di me, come io di lui ora. Usciamo. Mia madre : “ Chiudo io tranquillo così facciamo più veloce “, non l’avesse mai detto XD , al ritorno mi accorgerò che la porta era chiusa per metà…LOL Ci incamminiamo verso il ristorante. A mia madre è venuta la brillante idea di andare al ristorante tramite metro. Io non ero d’accordo perché ho immaginato cosa sarebbe potuto accadere, ma poi sono convinto che una persona deve provare le cose sulla propria pelle e poi non mi andava di discutere per una cazzata del genere. Sono stato zitto. Andiamo col metro. Prendiamo la lilla. Arriviamo in Garibaldi. Dobbiamo prendere la linea verde, metro, e qui – per la puttana – iniziano i cazzi. Mi rivolgo all’addetto del gabbiotto dicendogli che dobbiamo andare in porta Genova col metro e quindi ho necessità del montascale. Capisce la richiesta al primo colpo – cazzo, penso, siamo a cavallo ! – poi mi...

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Mi chiamo Marco

In un mondo dove sempre più spesso regna caos e confusione, dove è sufficiente un piccolo sguardo verso il nostro prossimo per giudicarlo dalla testa ai piedi, in un mondo sempre più oppresso dall’egoismo, dove pensiamo che per far del bene basti dare qualche soldo ad un’associazione supportata da immagini di bambini o di persone malate, ma che in realtà neanche ci accorgiamo che quei soldi sono solamente un piccolo obolo che una coscienza addormentata paga per rimanere dormiente… un mondo dove basta poco per odiarci tra fratelli e amici, dove basta un niente per uccidere una formica e...

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Il racconto di una escort

La mia esperienza sessuale con un disabile risale a qualche anno fa, ed ero già una Escort. Non sarebbe stato strano pensarci visto che il mio approccio al sesso è, diciamolo, appena un poco spiccato. Eppure, fino a quel momento, niente mi aveva spinto a riflettere su probabili clienti disabili. Lui è un ragazzo sulla trentina, paralizzato dal bacino in giù a causa di uno scellerato tuffo da una scogliera quando era ancora adolescente. Amico di un amico comune la nostra conversazione non era mai andata oltre il “buongiorno”. Poi una sera cambiò tutto. Nel corso della presentazione di un libro mi sono scoperta a guardarlo con molto interesse. Mi piaceva il modo un cui tamburellava le dita sulle ruote della sua carrozzina, come la staccava appena dal pavimento e dondolava. Un movimento quasi impercettibile a dire il vero ma ha rapito ogni mia attenzione tanto che mi ci è voluto parecchio per comprendere che anche lui aveva preso a guardarmi. La reazione immediata è stata quella di girare la testa, osservare chiunque eccetto lui mentre domande idiote mi riempivano la testa del tipo “diamine avrà pensato che lo sto compatendo” oppure “qualche volta potresti anche smetterla di farti gli accidenti dei cazzi degli altri”. Ho provato a sbirciare notando che lui, invece, non solo continuava a tamburellare le dita sulle ruote ma non aveva smesso di guardarmi. Così...

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Patrizio

Ciao a tutti sono Patrizio, 47 anni, separato senza figli, zona ROVIGO. Altezza cm 171, corporatura normale, occhi blu e capelli castano chiaro. Da qualche anno ho una disabilità visiva che limita leggermente la mia esistenza, ma riesco comunque essere autonomo senza problemi eccessivi. Caratterialmente mi definirei un po’ emotivo, originale, con la necessità quasi vitale di sentirmi tranquillo e spensierato nel quotidiano; ho anche uno spirito avventuriero e pieno di vita. Amo la natura e i suoi paesaggi, mi piace fare escursionismo o anche un semplice giro in bici, magari nelle stagioni che preferisco, autunno e primavera. Non...

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