Autore: admin

Salvatore

Ciao a tutti, mi chiamo Salvatore e sono nato il 22 Aprile del 1976, a Milano. Sono nato con una patologia denonimata “spina bifida”, una malformazione della colonna vertebrale che, nel mio caso, comporta dei problemi di deambulazione, ma non sono in carrozzina. Pur essendo nato a Milano, sono per metà di origine siciliana, da parte di padre, in quanto lui è della provincia di Enna, e di origine campana da parte di madre, in quando lei è di Salerno : insomma, un meticcio, scherzo ovviamente ! 🙂 Ho un diploma di operatore turistico, conseguito nel 1995, e dal...

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La mia storia

Pubblichiamo la storia inviata da un nostro lettore: Comincia tutto il 17 novembre 2010…..io anni prima avevo scritto una specie di sfogo su un forum ma anonima avevo lasciato solo la mail…..comincia a scrivermi criticandomi perchè quando ho fatto l’incidente, nel centro di rianilitazione dove ero ricoverato, c’era un’infermiera che mi faceva il filo ma io all’epoca pensavo che soffrendo io potessi far soffrire lei quondi un giorno lei provò a baciarmi e anche se lei mi piaceva la respinsi, anche se adesso me ne pento…..cmq lei mi scrisse rimproverandomi questa cosa che non era giusto perchè anche un suo amico aveva avuto un incidente e la ragazza l’aveva lasciato. Scrivi oggi scrivi domani, scrivi tutti i giorni arriva natale e ci scambiamo i numeri di cell con la scusa di farci gli auguri, da li abbiamo cominciato a messaggiare molto spesso ci saremo mandati migliaia di sms ma ancora non ci eravamo sentiti. Ricordo ogni singola data il 29 dicembre 2010 gli scrivo un messaggio dedicandogli una canzone LA CURA di Battiato e lei mi dice ma questa non è una canzone che si dedica ad un’amica, questabcosa mi fà scattare come una molla in testa, io non volevo innamorarmi all’epoca la pensavo in modo diverso, ma era troppo tardi ormai ero INNAMORATO PERSO di lei, ed io gli scrissi questa cosa: non so se sia amore ma...

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La storia di Tilla: terza parte

“E se il segreto dell’Universo avesse a che fare con il sesso?” ci si domanda nel lungometraggio dedicato alla vita dell’astrofisico Stephen Hawking. Considerato il flusso di eventi che ha segnato la mia vita, potrei affermare di essermelo chiesto anche io, più di una volta. Talvolta salgo all’Osservatorio astronomico, lungo la strada ombrosa che s’inerpica sulla collina tra le abitazioni lussuose e il fogliame fitto. Mi sento un pellegrino che risale la china per raggiungere l’eremo. E, curva dopo curva, mentre si cominciano a intravedere le cupole dell’Osservatorio, il pensiero dell’intimità sperimentata con il cielo si trasforma in una...

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La storia di Tilla – Seconda parte

Da casa mia si vedono la Gran Madre e, dietro, la collina che sale al monte dei Cappuccini. Lassù trovo rifugio ogni volta che voglio sovrastare la città. Mi sporgo sul muro di cinta del Belvedere e la vista del cielo riempie gli occhi di mistero e di fantasie. C’è un’ora in cui l’oro scende sui tetti di Torino e sui fiumi che l’attraversano. Il Po, nel suo serpeggiare quieto, riverbera le luci del tramonto: porporina, bronzo, giallo di stagno. E mentre il sole scompare dietro le Alpi, la mia città si prepara alla notte ricoperta di sontuose luminescenze....

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La storia di Tilla

La mia storia è quella di un’anima irrequieta, crepuscolare e fosca come certi pomeriggi d’autunno con il cielo bigio, denso di pioggia. Come il cielo su Torino. La mia Torino. Chi è stato, anche solo di passaggio, nel capoluogo piemontese sa di quale sfumatura di grigio sto parlando – senza, peraltro, voler far eco ad una nota opera letteraria. Chi ha camminato sotto il cielo di Torino ne conosce la densità, il peso, l’odore. Dicono che la mia sia una città magica: lo credo anch’io. Nel bene e nel male. Sono nata con una grave malattia genetica, una di quelle che per definirle devi usare termini che ai profani fanno paura: Atrofia Muscolare Spinale. E devo ammettere che il nome risuona imponente al pari degli effetti che la malattia ha sul corpo. Non mi dilungo, non è necessario. Sono una donna fortunata, la malattia non ha intaccato la bellezza del volto, tuttavia ha deturpato, umiliato e crocifisso il corpo. Ero una bambina come tante altre; mio padre e mia madre si accorsero che qualcosa non andava in me soltanto quando provarono a farmi compiere i primi passi. Come ho detto, ero una bambina come tante altre, ma da donna sono diventata uno stigma, il capro espiatorio, un oggetto sessuale. Non che mi sia dispiaciuto, in fondo, in talune circostanze. Ma torniamo al corpo, l’alfa e l’omega di ogni dolore...

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