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Darla

tastiera sexy

Tempo fa avevo iniziato a raccontare la mia storia; visto che qualcuno è stato curioso di sapere come è andata a finire, ho pensato di continuare il racconto.

Dicevo che ho sprecato molto tempo illudendomi di conquistare gli uomini solo attraverso la mia interiorità, magari dopo mesi passati a chattare, senza inviare mai nemmeno una fotografia. Pensavo bastasse diventare amici, sempre più intimi, per riuscire a sedurre. Naturalmente non ha mai funzionato.
Poi, come spiegavo nell’articolo precedente, ho cambiato metodo. Ho finalmente capito cosa dovevo fare.

Darla.

A cambiarmi la vita è stato un mio conoscente, con una frase qualsiasi: “oh, agli uomini basta un buco, se ti interessa solo fare qualche esperienza, vedrai che trovi facilmente”.
Ma no, ribattei io, funziona così solo per le fighe, o comunque passabili, non certo per le disabili un po’ deformi. Mica mi ci vedevo a provocare i maschi sculettando in discoteca – e non solo perché la celestiale vista del mio culo è sempre impedita dalla carrozzina.
Lui però insisteva, e mi mise la pulce nell’orecchio. Chissà se funziona. In fondo non ho niente da perdere.

Allora cominciai a chattare in un altro modo. Non più interminabili amicizie virtuali con pochi eletti, ma numerosi contatti con (quasi) chiunque mi capitasse a tiro. E una grande sincerità.

“Sai, sono in carrozzina – questa è la mia foto – e non ho mai fatto sesso. Mi manca un po’ quest’esperienza, così cerco qualcuno per provare, qualcuno che mi faccia semplicemente sentire a mio agio, senza altre pretese.”

Chiariamoci, non è che scrivessi annunci del genere o aprissi la conversazione direttamente in questo modo. Ho sintetizzato. Diciamo che iniziavo con due chiacchiere normali, ma cercavo di spiegare al più presto della mia disabilità, senza rimandare, senza nascondermi.
E, sempre senza nascondermi, ammettevo il mio desiderio.

Non è che sia facile. Non vorrei annoiarvi con parentesi psicosociologiche, ma mi sento di osservare che, mentre l’adolescente medio è ipersessualizzato da questa società che bla bla bla, l’adolescente disabile spesso cresce iperrepresso e più moralista del Moige. A vent’anni ha ancora fantasie da tredicenne su amori romanzeschi e idealizzati.
Se sei una donna, poi, figuriamoci. Ti convincono che sei saggia e profonda, le vecchiette ti regalano santini e tutti ti assicurano che grazie al tuo livello intellettuale sei nettamente superiore a quelle zoccole dai tacchi alti.
Alla fine come puoi confessare “Uhm, sarò anche superiore, però preferirei scopare come loro”?

L’altra difficoltà è che, naturalmente, non è che tutti fossero così vogliosi di andare a letto con una disabile. Un buon numero dei ragazzi contattati è sparito in fretta con qualche scusa, qualcun altro ha candidamente ammesso che non rientravo nei suoi canoni estetici, e qualcuno era così insulso che perfino in quella fase di magnanimità ho dovuto rifutarlo io.
Una fondamentale verità che ho appreso in quel periodo è stata questa: ci sono poche persone a cui posso piacere. Avrò per sempre meno pretendenti di qualsiasi mia amica non dico figa, ma anche a mala pena normale. Questo è un dato di realtà con cui fare i conti, e il modo per farci i conti non è chiudersi in camera e inondare il cuscino di lacrime per la propria sorte sfortunata, ma provare di più.

Da un punto di vista logico non fa una piega: se hai meno probabilità, l’unico modo per aumentarle è fare più tentativi. L’altra faccia della medaglia è che bisogna essere pronti a incassare un sacco di rifiuti senza lasciarsi sgretolare l’autostima, e non è sempre scontato. Ma andare presto al dunque aiuta a limitare i danni: chiarivo la mia situazione e le mie intenzioni entro il primo o il secondo giorno di chat, ben prima di affezionarmi. Così, se era un no, amen, passiamo al prossimo.

Comunque,
tempo un paio di mesi ci ero riuscita.

(Mi chiederete cosa c’entra tutto questo con la ricerca dell’amore. In fondo, all’inizio è stato solo sesso.
Eppure, mi è stato indispensabile per sbloccarmi, e riuscire poi a fare il passo successivo.)

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Comments (51)

  • Stefano Pietta

    Ciaoo DARLA,
    SONO STEFANO,SONO UN RAGAZZO DI 28 ANNI AFFETTO DA UNA TETRAPARESI SPASTICA, MI HA OLPITO MOLTO LA TUA STORIA PERCHè ANKIO SENTO QUESTE COSE,MI FAREBBE PIACERE TU MI CONTATTASSI O VIA FACEBOOK O VIA MAIL: olivier.dacourt@gmail.com per parlare 1 pò! sperando che tu ti faccia sentire ti ringrazio e ti aspetto
    Ste

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    • irene

      Premesso che "darla" non è il mio nome, ma un fondamentale consiglio esistenziale, ti dò un altro consiglio altrettanto fondamentale: se vuoi fare colpo, quantomeno leggi quello che una ha scritto :)

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  • Maurizio

    Gent.le Irene, in arte “Darla”
    ho colto l’invito di Maximiliano a leggere il Tuo divertente ed “irreverente” post. In pratica ed in modo coraggioso hai adattato il maschil-pensiero ai Tuoi scopi (il termine mi sembra appropriato).
    In genere quasi tutti noi maschietti, fin dalla tenera età, siamo guidati da un solido principio: “ci provo con tutte, una su mille me la darà”. Il riferimento al modo coraggioso? Noi maschietti siamo dei collezionisti di rifiuti per cui, nel tempo, abbiamo sviluppato miliardi di anticorpi. Per le ragazze, meno abituate dei maschietti, forse è più difficile accettare e convivere con dei dinieghi, così a volte nemmeno ci provano a farsi avanti. Sono ammirato dalla Tua capacità di andare controcorrente. Auguri per la ricerca. Un caro saluto, Maurizio

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    • irene

      Sono d'accordo con la tua analisi. Devo dire che mi sono trovata di fronte anche a molti ragazzi parecchio inibiti e timorosi dei rifiuti, non so se si tratta di una nuova generazione di timidi nerd :D
      ( Ah, ti ringrazio, ma la mia ricerca si è felicemente conclusa da un po' ;) )

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  • Fragoletta

    Parlavo con un ragazzo disabile di questa cosa… Mi sta facendo il filo (o meglio, credo che faccia il filo ad una parte "specifica" di me… non so se mi spiego! ;-) ) Ci siamo conosciuti su fb… Anyway: si diceva che il sesso vada fatto perché ci piace farlo e non per "mancanza" di un'esperienza… Io ho cercato di spiegargli la mia visione (mi ha rassicurato leggere che l'amore, per una persona disabile, è vissuto come qualcosa di romanzesco… mi sentivo un'aliena, perché a 28 anni, purtroppo anche io ho questa visione)… Non so se l'ha capita… Gliel'ho dovuta spiegare perché mi aveva apostrofato come "suora", dato che non rispondevo alle sue provocazioni come si aspettava (lui è nato sano, quindi una tappa della vita l'ha fatta come qualsiasi adolescente)… Ora non so come andrà… so per certo che, se "combineremo" qualcosa, dovrà essere molto paziente con me… non so se ne avrà la forza…

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    • roberto

      l amore visto da alcuni disabili, è mentale più che fisico. sono tetraplegico da10 anni, fisicamente sono quasi zero ma 6 anni con la mia ex non ci sono stati mai problemi, anzi. amore e sesso non è solo penetrazione

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  • Carlo

    Ciao Darla, mi piacerebbe poterti conoscere…… Mi chiamo Carlo, il mio indirizzo mail è: fitness_rc@alice.it. Ciao, a presto spero

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  • Alberto

    Oh, finalmente! Fino a circa due anni fa ero pure io un perfetto "romanticone", una persona che trattava le ragazze con i guanti, insomma, mica ti faccio la corte per farmiti, ti faccio la corte perché ho un sentimento nei tuoi confronti. Una cosa così.
    Ora ho trovato una ragazza meravigliosa, ma nel periodo trascorso prima di incontrarla (due anni, appunto) la mia filosofia di vita era cambiata radicalmente. Da "cavaliere" non avevo rimediato altro se non tanti "sei un ottimo amico", "non vorrei rovinare questa amicizia", "non riesco a vederti come ragazzo" e altre -diciamolo- puttanate che troppo spesso noi meno fortunati siamo costretti ad ascoltare. Puttanate riassumibili in un "no caro/a, hai questo e quel problema, io con gente così non mi ci metto. Amici ok, ma ognuno per cazzi suoi."

    E ho cominciato a buttare esche a cazzo. Mi sono detto che non dovevo certo starmene lì a guardare, martirizzandomi in nome di un cavalierato in stile Walt Disney. Certo, la cosa non mi piaceva (e ripensandoci oggi, ancora non mi piace pensare a quel periodo da "farfallone") ma che vogliamo fare?

    Tristemente, come credo che lo sia stato anche per Irene (ammettiamolo, Irene, la tua scelta, la mia scelta, questi compromessi a cui tanti di noi sono costretti a scendere) mi sono "sbloccato" dopo pochissimo tempo. Grazie a Dio, alla fine ho incontrato la mia bellissima ragazza, e tengo a dire che con lei non ho adottato la tecnica del "butta l'amo e vedi che succede".

    Tradotto: non è una storia nata da un originario disegno di semplice storia sessuale. E' nata in modo pulito.

    Cosa mi fa incazzare?

    Che quando una persona poco fortunata come noi, a causa di un ammasso di persone che prima ti fa credere di essere un essere umano normale (massì, non sei malato, sei SPECIALE!!! Sei intelligente, non avrai mai problemi!) e poi ti sbatte la porta in faccia (una relazione? No, senti ciccio, ok che sei speciale, ok l'intelligenza, ma con 'sti problemi non si può fare…) è costretta a scendere a compromessi PUR DI POTER AVERE QUALCUNO ACCANTO, e per questo è costretta o a "vendersi a prezzo scontato" o, nella migliore delle ipotesi, anche semplicemente provarci a mò di mitragliatrice, quello stesso ammasso di persone che prima ti ha illuso e poi rifiutato inizia a darti o del facilone/a (eh, ci prova con tutti…) o della troia/puttaniere (eh, l'ha data via facilmente!)

    Come dicevano? Nessun uomo (o donna) è un'isola. E certe scelte, per quanto moralmente (voi e la vostra morale del cazzo, a parole tutti buoni, ma amare nei fatti una persona meno fortunata non è poi così facile, ah?) dicevo, per quanto moralmente discutibili, sono anche frutto delle azioni delle persone che ti stanno attorno.

    Prendi l'uomo più onesto del mondo, per non morire di fame ruberebbe comunque un pezzo di pane. Salvo poi saldare il conto se e quando avrà ancora qualche soldo, ma ruberà.

    Prendi l'uomo più romantico e integerrimo dell'universo, condannalo a un handicap, infilalo in una congrega di altri esseri umani che prima lo illudono di avere le stesse loro possibilità salvo poi lasciarlo solo come una bestia, e pur di non morire di solitudine (e tristezza, ché la malattia, affrontata da soli, è il cupo, il nero che ti aggredisce) inizierà a scendere a compromessi. Ci proverà con tutti, magari senza arrivare alla componente sessuale. Oppure arriverà pure a quella.

    E' colpa sua? E' biasimabile? Deve morire di fame, deve crepare da solo in nome della morale? Io dico di no.

    Arriverà a qualsiasi compromesso, per colpa di chi a quel compromesso l'ha obbligato, discriminandolo sulla sola base di un difetto di salute. Come gli animali.

    Finché questa persona non troverà una ragazza meravigliosa, che lo aiuterà a ritornare sé stesso e a uscire da questa ricerca -così spasmodica, così immorale!- della felicità.

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    • irene

      Beh, sono felice di non essere l'unica ad aver fatto questo tipo di percorso, e sono lieta di sapere che ha funzionato anche per un ragazzo. Mi chiedevo infatti se la tecnica… "apriamo le gambe e qualcuno arriva" xD funzionasse solo per le ragazze.
      Ed è vero che per me è stato un compromesso, almeno, lo è stato in quel momento. Forse oggi potrei godermi un periodo di gaia lussuria con più leggerezza, diciamo che potrei "sceglierlo", se volessi, mentre all'epoca certamente quello che volevo era una relazione, e il provarci a caso era, in effetti, un modo di adattarsi alle circostanze. D'altra parte sono molto pragmatica, e sono convinta che senza quel compromesso non mi sarei mai sbloccata, e non avrei avuto le relazioni importanti che, come te, ho infine trovato.
      Per quanto riguarda il biasimo sociale, devo dire che sono stata abbastanza fortunata. Tutti i miei amici erano più che contenti che io finalmente mi fossi sbloccata, e avessi iniziato a fare esperienze, non importava come. Magari quando parlavo delle chat arrivava qualche "ma nooo, su internet, che tristezza!" dai soliti arretrati che non conoscono le potenzialità della rete :P ma bastava poi riderci un po' su, e spiegare che era solo un modo per conoscere molte persone in meno tempo.
      Quindi mi dispiace di sapere che in altri ambienti le cose vanno peggio.

      Ora che ci penso, mi è capitato di conoscere qualche ragazzo disabile che dava proprio l'impressione di provarci con tutte, e anche io ho avuto una reazione negativa: ma il punto era che si presentava più come uno… sfigato che come un latin lover. Cioè, un conto è provarci strisciando e praticamente chiedendo "per favore ti prego ti prego stai con me che tanto nessuno mi vuole", un conto è sedurre, provarci con dignità, offrendo a una ragazza la possibilità di divertirsi un po' insieme, non chiedendo compassione. E soprattutto capendo quando è il caso di lasciar perdere, senza diventare uno stalker (mi riferisco sempre a questi che ho conosciuto).
      A volte penso che questo sia l'errore in cui cadono molti ragazzi disabili con poca o nessuna esperienza…

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  • Alberto

    Lascio nuovamente il mio indirizzo facebook

    http://www.facebook.com/alberto.calabro.18

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  • Fragoletta

    Beh io non la darò al primo che capita… se c'è un minimo di sentimento allora ok… non so, ma credo che un disabile non sia un tipo da una botta e via (uno nato disabile intendo)… al ragazzo ho detto che mi "eccita" di più ricevere un regalino o sapere che mi guarda mentre dormo, piuttosto che sospiri e notti "bollenti"… che ritengo un piacere effimero e che svanisce dopo una notte… Tanto per ora è una conoscenza "virtuale", super virtuale!

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    • irene

      Cara Fragoletta,
      senz'altro quel ragazzo era un po' dispiaciuto e frustrato dal tuo rifiuto, e per questo ti ha apostrofato con poco tatto. Mi viene da chiederti se hai mai fatto sesso: se lo hai fatto, dovresti sapere che nel rapporto sessuale c'è comunque uno scambio di tenerezze, coccole, è insomma un modo di comunicare, un modo piacevole, che diventa fantastico se fatto con la persona giusta, ma può essere dolce anche con quella sbagliata :) Naturalmente questa visione dipende da una sensibilità personale; ci sono persone più o meno disponibili ai rapporti sessuali, quindi capisco benissimo che la tua sensibilità può essere diversa dalla mia o da quella del ragazzo con cui sei in contatto.

      Piuttosto, vorrei capire: perché un disabile non sarebbe "un tipo da una botta e via"? Da dove ti viene quest'idea?

      Rispondi
      • Fragoletta

        Rispondo alla prima domanda: No, non ho mai fatto sesso… non si è mai presentata l'occasione, non mi posso azzardare a dire ad una persona che mi piace, che questa scompare miracolosamente il giorno dopo, figurati arrivare alla notte di sesso… Cmq la conoscenza che sto avendo ora è su Skype e lui non abita nella mia città, quindi si sta parlando di "coccole e tenerezze" per il momento solo da un punto di vista teorico (aggiungiamoci che vivo ancora con i miei, quindi anche se volessi con tutto il cuore, non saprei dove ospitarlo (come amico intendo))… Per quanto riguarda la seconda domanda: Quante persone, prima che ti sbloccassi, ti hanno proposto di fare sesso? E quante amiche normo hai sentito parlare di storie in cui passavano da un letto ad un altro alla velocità della luce?? Io non ho mai ricevuto complimenti da nessuno per il mio aspetto fisico, nonostante non sbavi, abbia un viso gradevole, non abbia scatti "strani" (senza offesa per tutti quelli che hanno tutti questi sintomi, magari ci danno dentro più di me) e sia in grado di parlare e seguire discorsi come una persona normale (nonostante sia disabile dalla nascita)… Quindi mi vien da pensare che un disabile non venga percepito come una persona da una botta e via… Io cmq non sono cosi, non voglio fare sesso perché tutti lo fanno, se è destino lo farò, ma con una persona che mi piace (per la cronaca il mio attuale corteggiatore, forse, ha capito che ho avuto un'adolescenza "diversa"). Alcuni disabili mi hanno fatto dei complimenti, ma erano dettati dal puro istinto e forse speravano che io ci stessi… Io non voglio illudere nessuno, non ci riesco ad andare con una persona che non mi piace, non voglio "vendermi" perché una persona disabile vuole sfogare un suo istinto. Un ragazzo in carrozzina mi piaceva tanto, ma non ricambiava, con lui ci sarei andata, ma è stato onesto e non ha "approfittato" della situazione nonostante fosse da tanto in astinenza. Io voglio essere corteggiata e conquistata con piccoli gesti, sicuramente sarà più facile coccolarsi e scambiarsi tenerezze se mi coinvolge anche mentalmente :) !

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        • FIOCCO79

          cmq il consiglio meramente banale e privo di costrutti mentali, non puo' che essere il seguente: FAI CIO' CHE TI SENTI PER STARE IN PACE CON TE STESSA" .. se questo ragazzo tiene a te, saprà aspettare e deciderete insieme cosa fare o non fare :-) … Limportante è mche tu rispetti te stessa e il tuo modo di essere senza sentirti forzata a fare cio' che nn ti va.

          DI NUOVO, IN BOCCA AL LUPO. :-)

          Rispondi
        • Antonio

          Ciao Fragoletta, mi ha colpito favorevolmente quanto hai scritto perchè in cio mi rivedo e cioè pensare prima a determinate cose che vengono prima del rapporto carnale (fare l'amore o fare sesso a parer mio son cose molto diverse) che deve essere, a mio avviso, solo parte integrante di un rapporto ma non la base essenziale.
          Spesso secondo me si cerca troppo subito "l'alba" mentre forse, anzi sicurametne secondo me, sarebbe bello vederla sorgere prima :)
          Se vuoi, scrivimi pure a: antonio@loveability.it (alla sezione Dating Uomini trovi una mia presentazione inerente tre miei desideri)
          Ciao, in bocca al lupo ;)
          Antonio

          Rispondi
    • Fiocco79

      Ciao Fragoletta, Come è andato a finire con la tua conoscenza virtuale? :-)
      A me è successo di essere stata additata (qualche anno fa) come infantile perchè la vedevo come te.. bisogna diveentare stronzi nella vita per essere "normali"?
      Scrivimi se ti va fiocco079@virgilio.it :-)

      Rispondi
  • Ali

    Ma è fantastico, qui si potrebbe avviare uno studio antropologico, PIù DI UNA PERSONA è CONVINTA CHE L'AUTRICE DEL TESTO SI CHIAMI "DARLA". Non sarà forse che il leggere una donna che scrive liberamente di sessualità e impulsi sessuali spegne in alcuni maschietti il neurone dell'analisi logica?

    Rispondi
  • Tommaso

    Articolo interessante, nel corso della mia vita raramente mi sono avvicinato a comunità/siti/persone disabili, perchè ritengo che ritrovarsi tra svantaggiati porti più all'emarginazione che all'integrazione, ma articoli di questo tipo possono servire a darti uno slancio, se non ci hai già pensato da te. Non sò se sono un disabile sui generis ,ma tutti questi discorsi sul romanticismo dei disabili… sul crescere accuditi da gente che ti riempie di fesserie solo per compiacerti dicendo che sei speciale.. io non le capisco. Si può nascere con un corpo difettoso ma la mente in alcuni casi funziona alla perfezione. E quindi come mai una mente di un disabile dovrebbe essere diversa da uno sano ? Si può benissimo amare il sesso, l'intrigo di una nuova conoscenza spensierata, la notte e via, la passione vorticosa…. Non è che se sei disabile è per forza tutto una favoletta.

    @Darla, dire subito come stanno le cose è la scelta vincente. Io lo faccio dal primo giorno e la quantità di opportunità è stata discreta, direi ottima visto il mio corpo poco attraente.
    Capita anche che qualcuno si innamori di te, e ti dica che i tuoi difetti nemmeno li nota. Questo io non potrò mai comprenderlo, ma finchè esiste, ben venga ;)

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    • irene

      Sul ritrovarsi tra svantaggiati, in parte condivido. Secondo me può essere un'esperienza interessante se non è l'unica, cioè, se uno ha una solida rete "altrove", e si rivolge ai gruppi di disabili per arricchirsi e scambiare esperienze, non per disperazione e perché il resto del mondo ti rifiuta..

      Rispondi
  • Alessio Bertera

    Carissima Irene, io ho 46 anni e mi sono proposto più volte in chat come hai fatto tu, ma finora ho ricevuto solo rifiuti, non so forse sbaglio io, ma la maggior parte delle donne che ho contattato cercano un uomo normodotato.

    Rispondi
    • irene

      Caro Alessio,
      non conoscendoti non posso ovviamente sapere come mai le cose per te vadano in questo modo… certo, la mia storia è riferita a una fascia d'età diversa, e questo può contare. Comunque, conta anche molto il modo in cui ci si pone: come scrivevo in un altro commento qui sopra, secondo me è assolutamente deleterio far capire di essere "disperati": provarci con molte va bene, ma bisogna convincere le pollastrelle che lo si fa perché si ha voglia di divertirsi, non perché non c' è altro sulla piazza ;)
      (Ma mi sa che sulla disperazione dovrò scrivere un post a parte ^^)

      Rispondi
    • Fragoletta

      Ciao Alessio,
      forse le persone cercano un normodotato perché si ha l'impressione che il normo possa aiutare anche in altri compiti in una relazione (di sicuro non lo fanno dal punto di vista sessuale). Se devo essere onesta, anche a me piacerebbe un normodotato, anche per aiutarmi in quelle piccole cose (ad esempio la spesa, l'accompagnamento per il lavoro, visto che ho la patente ma non guido) che non sono in grado di fare da sola. E a pensarci bene, come farei ad aiutare una persona in carrozzina, se ci sono già io così? O la persona è di per sé autonoma, sennò diventa un gran casino, non credi :) ??? Penso solo se dovessi uscire con un mio caro amico, lui è spastico e in carrozzina, come faccio ad aiutarlo a sedersi sulla carrozzina se deve essere preso, girato e accompagnato all'indietro per sedersi? Io non sono cosi forzuta e poi, da seduta è complicato aiutare un altro…

      Rispondi
      • irene

        Non possiamo negare che un normodotato è "più comodo", ma facciamo attenzione a cercare un partner e non un badante. Può essere molto rischioso confondere i ruoli, a mio parere, soprattutto se il carico assistenziale è notevole. In questi casi, mi sembrerebbe più opportuno avvalersi, dove possibile, di un aiuto esterno (un assistente) che si accolli il più possibile la gestione "pratica" del disabile, lasciando al partner la sua funzione "affettiva".
        In questo modo, da un lato il partner si sentirà libero e meno spaventato dalla situazione, e dall'altra il disabile stesso sarà libero di chiedere, sgridare, cambiare l'assistente a suo piacimento, senza sensi di colpa, senza temere di disturbare.
        Questa è la vita indipendente :)

        Rispondi
  • Patrick Azzolini

    Prenderla sarebbe più allettante :D

    Rispondi
  • patrick

    ciao darla mi piace molto cio che hai scritto lo__trovo molto interessante mi piacerebbe parlare un po con te__ti invio la mia e mail patrick.bocchi@ alice.it

    Rispondi
  • Mimmo Gerratana

    Concordo. Bisognava prima di tutto rompere il ghiaccio con il sesso. Il resto arriverà: te lo auguro.

    Rispondi
  • Maya

    Credo che come ha già espresso benissimo Alberto,il problema più grosso nelle relazioni sia la sostanziale ipocrisia dei cosiddetti normodotati nell'approcciarsi con una persona con disabilità;ti ripetono quanto tu sia intelligente,ironica,attraente per cui qualunque uomo dovrebbe essere ben felice di mettersi con te,peccato che poi all'atto pratico tirino fuori la solita 'brillante' frase:noooo,non voglio rovinare la nostra bellissima amicizia!!anche se i suddetti paraculi ipocriti non sono neppure i peggiori; il 'meglio' di se lo danno quelli che invece ti scop*rebb*ro moolto volentieri,e inventano le più mirabolanti caxxate x arrivare all' obiettivo,xò poi nei fatti,quando cominci a chiederti cosa ne possa essere in futuro del vostro rapporto,il suddetto vile maschietto in genere si dilegua nel giro di un lampo,a volte con patetiche scuse,oppure con un muro di silenzio,il tutto xchè tu ovviamente sei appetibile e scopabile,ma non ti mettere in testa che io voglia una relazione seria con te,non sei certo la donna che porterei all'altare,o a pranzo la domenica da mammà;ne preferisco un'altra,magari più cozza o stupida,ma 'perfettamente funzionante' e questa è stata la mia vita amorosa da 'ragazza interrotta'. L'aspetto più triste è che tutto questo mi ha lasciato addosso un sostanziale disprezzo,nonchè una certa diffidenza verso il genere maschile,non è da me e me ne dispiace,oltre a compromettere lo sviluppo di potenziali nuove relazioni. :-/

    Rispondi
    • irene

      Quel tipo di "vili maschietti" affligge anche molte ragazze normodotate, credo, troverai appelli disperati su qualsiasi forum da desperate housewives. Molto dipende dall'ambiente che si frequenta e dal modo in cui ci si pone nella (non) relazione…
      Paradossalmente, potremmo anche ribaltare il punto di vista: per certi ragazzi timidi e inesperti, una disabile potrebbe essere molto più rassicurante come partner, e potrebbero attaccarcisi di più con la certezza (derivante, naturalmente, da uno stereotipo) che tanto la disabile non gliela ruba nessuno, per cui possono accasarsi con tranquillità.
      Anche questo non è un quadro roseo, ma te lo propongo tanto per dire che il mondo è moooolto vario ;) e quindi non arrenderti!

      Rispondi
  • valeria

    non so in questi giorni quante volte ho letto questo racconto…queste parole è come se fossero sempre state presenti dentro di me ma non ho mai forse avuto il coraggio di dirmele….è tutto così amaro ma tremendamente vero…e ora mi chiedo e ora che faccio??? non posso più continuare a seguire le strade che ho seguito perchè non mi hanno portato da nessuna parte ma allo stesso tempo l'idea di "darla" così nemmeno mi alletta. cmq complimenti per il coraggio!

    Rispondi
    • irene

      Eh, non allettava neanche me. Insomma, pensaci, magari verrà il momento in cui ti sentirai pront.. no, non è vero, non bisogna sempre aspettare di essere pronti. A volte bisogna chiudere gli occhi e buttarsi.
      Un abbraccio e un in bocca al lupo :)

      Rispondi
  • ROSS79

    brava "DARLA" (E aggiungo al piu presto: prima che non la voglia piu nessuno:-)
    si si l'introspezione per coprire la distanza tra idea e azione sembra interminabile ma nn lo è ..

    BISOGNA, OSARE E SPERIMENTARE PER CONOSCERE SE STESSI E AFFINARE I PROPRI I GUSTI, PROVARE PER IMPARARE E SAPER SCEGLIERE IN TUTTI IN SENSI .. LA SOTTOSCRITTA PER ORA HA COLLEZZIONATO UN TOT NUMERO (ANCORA AD UNA CIFRA:) DI ESPERIENZE TRA NORMO E DISABILI , NON è STATO FACILE SUPERARE IO PER PRIMA, INNUMEREVOLI TABù , VEDREMO COME ANDRà A FINIRE. ;-)
    IN BOCCA AL LUPO A TUTTE E SEGUITE L'ESEMPIO DI "DARLA" DA CRISALIDE A FARFALLA E SPERO ORMAI SICURA E PADRONA DELLA SUA SEESUALITà ED EMOTIVITà , DI SE STESSA IN TUTTA LA SUA PIENEZZA :-)

    Rispondi
  • Giuseppe Morello

    da dalla a darla un passo breve per sentirsi accetata, questo si può definire terapia utile per il proprio ego. vai avanti così con caparbietà e sfrontatezza ;)

    Rispondi
  • Alberto Strabannato Calabrò

    SIGNORI, MA QUI DI HANDICAPPATI NON CI SIAMO SOLO NOI: L'AUTRICE NON SI CHIAMA "DARLA", SI CHIAMA "IRENE"!

    DARLA è IL TITOLO DEL PEZZO, è UN VERBO! "DARE LA FIGA"="DARLA"

    ECCHECCAZZO XD

    Rispondi
  • Pietro Rondo Spaudo

    Mia cara, suppongo che potresti essere mia nipote perché io sono un vecchio "normodotato" (parola schifosa e razzista). Quello che ti voglio dire é che se é vero che l'apparire ha un suo impatto, non è tuttavia via mai stato questo che mi ha fatto arrivare a fare sesso. In altre parole, per provare un vero desiderio di scopare ho sempre avuto bisogno che, oltre ad un certo pathos, ci fosse anche affinità ed empatia. Ho letto anche altre lettere che chiariscono la situazione nei suoi aspetti pratici ed ipotizzando in via teorica non creerebbero problemi per me, però sono convinto che sarei soprattutto io a dovere vincere un forte imbarazzo di fronte ad una situazione mai sperimenta: cosa che m'incuriosisce e m'intriga. Mi accorgo che do quasi l'impressione di farti una mezza proposta, cosa che non è nelle mie intenzioni. Volevo semplicemente dirti che esistono uomini, e non pochi a mio parere, che sanno valutare quello che per soddisfare il tuo desiderio tieni nascosto. Magari lo troverari tra quelli che si mostrano perplessi al sesso tout court. Ciao e auguri.

    Rispondi
  • alex

    Ho letto con gran gusto la tua novella.
    Io sono un uomo con paraplegia e secondo me è la percezione che si ha di se' stessi che rischia di isolare sessualmente. E questo vale sia che una persona sia normodotata sia che sia disabile.
    In questi anni di seduta forzata posso dire che mi sono divertito molto sotto l'aspetto sessuale. Facendo anche esperienze nuove (mi è capitato più volte di essere nello stesso letto con due fanciulle), o di conoscere ragazze e portarle a casa la sera stessa.
    Non credo che tutto questo sia legato al fatto che sono un uomo e non una donna.
    Le persone percepiscono il nostro potenziale erotico e sessuale ma, se siamo i primi a sopprimerlo, non abbiamo chances.
    Alex.

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  • ele

    ciao irene ..anche io vorrei saperne di + di questa tua esperienza se ti va' contattami: eleen@hotmail.it !

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  • doretta

    cacchio mi devo sbloccare anche io… sono cresciuta in un ambiente di finti moralisti e mi hanno quasi convinta che fare sesso è una cosa di cui vergognarsi :) ora lo faccio..ho ancora un po di pudore… e ci costruisco ancora sopra castelli di sabbia con principi azzurri mascherati in insensibili … ma spero di coltivare sempre di più un attitudine più sana :) irene sono dalla tua parte

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  • rosanna

    urca!!! leggendo mi sembrava di ascoltare me stessa :-D vergine fino a 42 anni, nemmeno un bacio, fin quando capisco che bisogna smollarla se si vuole che qualcuno la raccolga :-D in un anno ho avuto decine di incontri, anche non di sesso…. la consegna è AVERE UN BELL'ASPETTO! la carrozzina conta se ci si vuol innamorare, allora aspetta e spera :-D ma se si vuol DARLA, basta vestire femminile, tette in vista, dieta ma non ossa :-) insomma dare ai maschi ciò che vogliono, si occuparsi del MASCHI, perchè di UOMINI c'è ne davvero pochini :-) bye

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    • Artu

      Per voi donne è facile… ma per noi maschi? io sono senza mani dalla nascita e anche se sono bello come ragazzo non ne trovo una che sia una.

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  • Emanuele

    Ciao Irene :) Secondo me a certi uomini non basta dare la propria disponibilità ad un rapporto sessuale, anzi per tali uomini sarebbe motivo di confusione, certo per altri non ha nessuna importanza, ma resta tutto confinato a quello e solo a quello. Ti chiedo è questo che vuoi? Penso proprio di no, e quindi è nella prima cerchia di uomini che devi cercare e con questi , pochi , ma possibili , ci vuole di più, ci vuole amore.

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  • valeria

    ciao irene, sono valeria, ti ho commentato un pò di mesi fa. alla fine le tue parole mi sono servite da incoraggiamento, quello che tu hai scritto qui mi è servito molto. Ho sperimentato, diciamo così, e non mi sento pentita, confusa si. Fare questo tipo di esperienza mi ha dato la possibilità di conoscermi meglio in modo accelerato e sentirmi più adulta, allo stesso tempo però sento di esser caduta nel compromesso e non è facile tollerarlo. vorrei davvero che da questo momento in poi conoscere la via di mezzo tra l'amore ideale e l'atto in sè. grazie e buona vita

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  • beppe

    sono beppe e nn so che dire avete detto tutto voi…io 42enne d bell'aspetto
    cammino con il bastone ma amerei volentieri una donna…il sesso è
    benvenuto…lascio i miei contatti:
    guiseppedurante@live.it

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  • Piero

    Penso che comunque la cosa piu importante sia: fai quello che vuoi e nel modo migliore a te favorevole, il resto sono e rimangono solo chiacchere, o meglio vuoi fare sesso fallo senza nasconderti in alcun modo, vuoi parlare con qualcuno fallo nello stesso modo, forse come dici tu non sarai "figa o almeno passabile" ma sicuramente sei un essere umano con tutte quelle paure, incertezze,voglie,sicurezze,intelligenza, che hanno le persone "fighe o almeno passabili" ciao Piero

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  • Marco

    Tempo fa,in una chat gratuita avevo conosciuto una ragazza disabile,e le chiesi quasi subito come era la sua vita sessuale,lei mi rispose raccontandomi come si masturbava,aggiungendo che una delle cose che voleva di più,uso parole sue che ricordo ancora;”vorrei farmi trapanare da un uomo”,naturalmente era un espressione colorita per farmi capire.
    Non nascondo che il suo racconto di come si masturba mi eccitò,con questo volevo solo sottolineare che se i due interlocutori hanno un senso della sincerità,le cose vanno in una certa direzione,e soprattutto secondo me si deve parlare come si parla con tutti,perchè le barriere cominciano nella testa.
    Ciao

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