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	<title>Love Ability</title>
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	<description>Amore senza Barriere</description>
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		<title>Marco Salvatore</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:12:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/05/Picture-13.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-873" title="Marco" src="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/05/Picture-13.jpg" alt="Foto marco" width="640" height="480" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ciao. C&#8217;è poco d&#8217;interessante da dire su di me, Sono nuovo di qui, Mi chiamo Marco, sono di Sulmona, Abruzzo. Ho 40 anni e sono disabile motorio, in pratica mancanza d&#8217;equilibrio condita da un po&#8217; di distonie, fin dalla nascita. Un difetto neurologico nella zona del cervelletto. Più precisamente. lesione ai centri dell’equilibrio. Secondo i neurologi avrei potuto camminare  solo, ma l’avrei è rimasto tale e, in conclusione, non ci sono riuscito. Ma al livello intellettivo e per tutto ciò che non riguarda l’equilibrio. va tutto bene.  Mi alzo dalla carrozzina solo appoggiandomi a qualcosa di sicuro. Basta che sono appoggiato o meglio seduto posso fare quasi tutto, distonie alle braccia permettendo. Non sarà tutto perfetto, ma me la cavo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per mancanza di cosiddetti “movimenti fini” ho difficoltà a tenere la penna e (anche se per un caso fortuito dovessi riuscirci, farei una fatica enorme), ma con ausilii digitali e pc non ho alcun problema, a parte una relativa e sopportabile lentezza nella battuta dei tasti. Ovviamente uso un filtro tasti per non battere, ad una pressione dei tasti poco controllata, più lettere  Fin&#8217;ora non ho avuto una vita sociale attiva. Ho frequentato, con risultati più che sufficienti, l&#8217;istituto magistrale, con anno integrativo. Diplomato nel 1991-‘92. Scrivo poesie. Con l&#8217;aiuto del pc e compatibilmente alle mie possibilità suonicchio. Studio all’Università Filosofia, ma non frequento, Anni fa, contemporaneamente all’Università, ho frequentato due corsi professionali a differenza di alcuni anni l’uno dall’altro: uno per il telelavoro, l’altro per il turismo. Ascolto musica di ogni genere e provenienza. Attualmente vado in palestra, ovviamente con l’aiuto di un’assistente per spostarmi da un attrezzo all’altro. Faccio cyclette e d’estate vado in bici, ovviamente nel coso mio intendo più un triciclo che una bici cera e propria. In passato andavo a cavallo, ovviamente qualcuno mi doveva accompagnare fino a salire. Per un po’, da più giovane ho fatto anche agopuntura, ma è servito a poco, ovvero i problemi d’ansia, ovviamente derivanti dalla mia condizione che già di suo ti allontana dalla gente, monentaneamente l’aveva in parte ridotti, ma il problema più grosso dell’equilibrio rimaneva.  Andavo in piscina e riuscivo anche abbastanza bene nel mio piccolo, ovviamente mi accompagnavano. Nella bella stagione nuoto tutt’ora. Come penso si sia capito non ho, ne avevo, all’età della scuola, molti amici con cui uscire. Soprattutto ricordo all’età della scuola era del tutto assente la classica comitiva con cui uscire la sera. Penso di farmi in 4 per gli amici.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi mi conosce mi definisce simpatico. Sono sensibile, romantico, dolce, bel carattere, a volte ombroso, come tutti d’altronde. Socievole. Purtroppo non avendo mai avuto un vero gruppo di amici è difficile a dirlo però penso di essere a mio agio in società. Odio la falsità e l’ipocrisia della gente, ce n’è molta.  Sono schietto e sincero, dico sempre quello che penso. Magari all’inizio posso rimanerci male di qualche battuta ironica della gente, ma poi ad una ulteriore riflessione, lascio perdere e proseguo per la mia strada. Esco per la città con un motorino per disabili tipo scooter. Amo le cose razionali e sentimentali. Sto bene in compagnia della gente e se tra queste o in altro modo dovessi incontrare la futura compagna della mia vita ne sarei più che contento. Ovviamente, secondo me, in un rapporto l’amicizia e il rispetto reciproco è a fondamento. Sarei fedele e premuroso.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso di amare veramente, ma non l’ho potuto ancora sperimentare. Nel fisico i muscoli non mi mancano. Sono alto, da in piedi, 1.72. Sul robusto, un po’ di pancetta ma mi difendo bene. Fino a poco tempo fa ero totalmente sfiduciato e non credevo possibile l’amore per un disabile come me.</p>
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		<title>Giorgio Bianchi da Genova</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 09:22:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Salve a tutti, mi chiamo Gianluca Bianchi ed haimè sulle disabile pure io, ma questo non significa essere morti, anche perché siamo come tutte le altre persone, anche se siamo più fragili. Ho 42 anni e sono di Genova, sto cercando una nave simpatica ragazza anch&#8217;essa di Genova, per ,dventare dapprima amici e poi si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/03/11082011144.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-867" title="Gianluca" src="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/03/11082011144.jpg" alt="foto Gianluca" width="625" height="469" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Salve a tutti, mi chiamo <strong>Gianluca Bianchi</strong> ed haimè sulle disabile pure io, ma questo non significa essere morti, anche perché siamo come tutte le altre persone, anche se siamo più fragili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho 42 anni e sono di Genova, sto cercando una nave simpatica ragazza anch&#8217;essa di Genova, per ,dventare dapprima amici e poi si vedrà&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; da poter fare insieme delle belle passeggiate possibilmente sotto il sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono un uomo semplice mi accontento delle piccole cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo anche se ho la patente non posso guidare, ma ci sono sempre in autobus che ci porta in qualsiasi posto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so parlare adesso della mia patologia, preferirei parlarne guardandosi in faccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Approvato uscire con ragazze diciamo sane ma giustamente più forti di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piace molto la natura del male e stare all&#8217;aria aperta, tanto per farvi capire prima frequentavo il CAI club alpino italiano, dove ogni domenicale ci si incontrava e si faceva delle bellissime passeggiate tra la natura .</p>
<p style="text-align: justify;">Mi definisco una persona romantica, anche se il suo testone, il mio miglior amico adesso è il cane , ma logicamente non posso più fare delle gite di prima anche perché duravano parecchie ore, quindi accontento di andare al paesino sopra di mè, anche se tutto cemento , ma sono circondato parzialmente dalla natura, queste passeggiate òle faccio principalmente destatequando fa più caldo, insomma sto cercando una brava ragazza semplice possibilmente di Genova con età compresa dai 28 ai 36 anni che ami fare tutto questo, non sembra richiedere tanto dopo tutto, anche perché sa benissimo che esista.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi parlo un po&#8217; di mè, sono molto semplice alto 1 m e 70 con occhi castani, porto gli occhiali il mio modo di vestirmi è sportivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Amo sia al mare e la montagna anche se purtroppo non posso stare al sole, quindi se si vuole andare al mare bisogna farlo nelle prime ore della mattinata, mentre le passeggiate vanno bene, purché adeguate allo stato di salute, cammino anche se mi stanco facilmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche a Genova Rivarolo, alta.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa posso ancora dire mè amo gli animali, tanto vero che un cane e un gatto, se preferite, potete , ora vi saluto e spero quando accenderò ill computerdi trovare molte lettere, buona giornata a tutti, Gianluca <img src='http://www.loveability.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
email <a title="mail" href="mailto:gianlucabianchi@fastwebnet.it">gianlucabianchi@fastwebnet.it</a></p>
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		<title>Alessandro Scanu</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 10:08:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Salve a tutti, mi chiamo Alessandro, ho 28 anni, abito in Sardegna, in provincia di Nuoro. Soffro di tetraparesi spastica dalla nascita, ma cerco sempre di non arrendermi, continuo a combattere ogni giorno per preservare la mia autonomia e dipendere il meno possibile dagli altri. Lavoro, cosa che mi da già una grande forza propulsiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/03/Cattura.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-863" title="Alex" src="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/03/Cattura.jpg" alt="Foto Alex" width="625" height="734" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Salve a tutti, mi chiamo Alessandro, ho 28 anni, abito in Sardegna, in provincia di Nuoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Soffro di tetraparesi spastica dalla nascita, ma cerco sempre di non arrendermi, continuo a combattere ogni giorno per preservare la mia autonomia e dipendere il meno possibile dagli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavoro, cosa che mi da già una grande forza propulsiva nella vita, e guido la macchina.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piace fare lunghe passeggiate da solo, guardare i paesaggi della mia isola, con le sue maestose montagne e le valli senza fine&#8230; Adoro anche osservare il mare, e il sole riflesso sull&#8217;acqua al tramonto.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando non esco faccio praticamente di tutto per tenermi impegnato, leggo, scrivo, disegno, videogioco, guardo serie tv, film, e cartoni di ogni genere. Amo ogni genere di storie scritte, disegnate e raccontate, sono la mia linfa vitale. Mi piace fotografare ciò che vedo.</p>
<p style="text-align: justify;">Caratterialmente sono un po introverso e asociale, ma una volta che mi apro con una persona so essere molto simpatico e ironico.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse un po&#8217; per via di una certa insicurezza causata dalla mia situazione fisica, insieme alla stigmatizzazione che ho ricevuto, non sono mai riuscito a conoscere l&#8217;amore, ne a farmi tantissimi amici; E&#8217; comunque un problema su cui sto lavorando, anche utilizzando questo sistema di dating online che ho scoperto, e sembra promettere bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Che altro dire di me&#8230; in futuro, con gli strumenti giusti e la persona giusta, mi piacerebbe fare dei viaggi in giro per il mondo. Abitiamo in un pianeta immenso e grandioso, pieno di diversità culturali e naturali che la maggior parte di noi non riesce neanche a concepire&#8230; trovo che sarebbe fantastico vederne almeno una piccola parte. Il mio grande sogno è vedere il deserto negli U.S.A. Almeno per una volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe conoscere una ragazza che condivida le mie stesse passioni, o almeno alcune, che sappia scherzare e ridere, che non sia troppo ammorbante parlando delle sue malattie, ma si senta libera di parlarmi di ciò che vuole. Che mi tenga testa quando discutiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe che sia carina, perché essere ipocriti? Ma ovviamente anche se mi rendo conto di non essere nella posizione di pretendere una top model&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe che fosse disabile. Non voglio assolutamente discriminare i normodotati, ma per tutta la vita sono stato visto dalle mie coetanee quasi come una creatura asessuata, e ora per principio, vorrei stare con una persona come me, che abbia conosciuto i miei stessi problemi e vissuto le mie stesse sofferenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedo tanti ragazzi qui, che cercano avventure sessuali per appagare quegli istinti primordiali di cui neanche io sono privo, ma il sesso per me non è assolutamente una priorità. Ci sono cose più importanti che vengono prima, e ancora ho una certa dignità che mi frena dal pagare per una cosa che la vita, se mi impegno, è in grado di offrirmi. Pagare una donna per fare l&#8217;amore, beh, è rassegnazione, è sconfitta, è il perdere la gara della vita, o vincerla barando. E riconoscere che siamo sub-umani. Noi non lo siamo, e basarsi sugli standard di “relazione amorosa” che ci danno la società e i media, è l&#8217;errore più grande che si può fare. Ogni essere umano è diverso, vive diversi tipi di situazioni e ha senz&#8217;altro diversi tipi di approcci alla sessualità. Una ragazza che si mette con un disabile non si aspetta delle prestazioni da pornoattore, ma è cosciente che avrà quello che si può. Questo è il mio pensiero, è ho ritenuto opportuno condividerlo in questa sede.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, se qualcuna, che possibilmente viva dalle mie parti, volesse conoscermi, lascio l&#8217;indirizzo del mio account di facebook, ( <a title="fb" href="https://www.facebook.com/alex.scanu2">https://www.facebook.com/alex.scanu2</a> ) e si può provare a fare qualcosa, vedersi, sentirsi&#8230; sempre nella speranza che scatti la scintilla! Altrimenti, beh, avrete sempre trovato un ottimo amico, lo garantisco.</p>
<p style="text-align: justify;">Un abbraccio, Alex</p>
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		<title>Una prostituta per il fratello disabile</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 09:22:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da un pò che ci penso&#8230;non è facile per me ma credo che se mi applico possa essere anche fattibile&#8230;che cosa?&#8230;.mettere nero su bianco la mia ricerca di una prostituta per mio fratello disabile. Non ho problemi a chiamarla Prostituta perchè tale era e tale è&#8230;ma in questa definizione lungi da me il pensare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/03/acquerello_donna_che_dorme.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-857" title="acquerello_donna_che_dorme" src="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/03/acquerello_donna_che_dorme.jpg" alt="" width="625" height="457" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; da un pò che ci penso&#8230;non è facile per me ma credo che se mi applico possa essere anche fattibile&#8230;che cosa?&#8230;.mettere nero su bianco la mia ricerca di una prostituta per mio fratello disabile. Non ho problemi a chiamarla Prostituta perchè tale era e tale è&#8230;ma in questa definizione lungi da me il pensare che l&#8217;epiteto o meglio la definizione del compito che svolge sia vista negativamente; anzi tutt&#8217;altro. Chiamarla Prostituta con la P maiuscola è intanto inquadrare la persona che cercavo.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un pò di tempo si dibatte della figura dell&#8217;assistente sessuale sia per uomini che per donne, la mia esperienza è stata fatta per un uomo, mio fratello, ma credo, anzi ne sono certo, che l&#8217;avrei fatto anche se fosse stata mia sorella.</p>
<p style="text-align: justify;">Stanco di sentire come succede molte volte in famiglia mio fratello che si lamentava con mia madre del fatto che a 34 anni non avesse ancora fatto all&#8217;amore, che non riesce a trovare una donna, che la vita gli è stata disgraziata &#8230;.che&#8230;che &#8230;.che &#8230;.insomma un mucchio di che e poche risposte&#8230;un pò perchè l&#8217;amore quello vero si cerca, si incontra, capita, non lo si può programmare&#8230;.un giorno mia madre esausta mi prese in disparte e mi disse che era molto difficile per lei continuare a vedere il figlio così incazzato, triste e diciamolo pure con quel chiodo fisso che molti di noi hanno specie se alla prima volta.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima volta è la prima volta e quanti di noi possono dire di averlo fatto con intelligenza, con amore, con tutte quelle cose che si leggono nei bigliettini dei cioccolatini perugina&#8230;bhè per molti forse è così&#8230;ma per molti altri si è trattato di una botta visto che la cosa non è stata vissuta secondo i classici canoni estetici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente io stò portando la mia esperienza di maschio ma secondo me, e secondo i molti scambi di opinione avuti con donne, la cosa mi sembra sia discretamente rovesciabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Io sono sposato da molti anni con una donna ho tre figli e non mi sono mai posto questo genere di problema&#8230;. e quindi i classici giri che si facevano a 18 anni da ragazzi in auto è da un pò che non li faccio (alzi  la mano chi non ha mai fatto il &#8220;putan tour&#8221; di Sabato sera&#8230;.) &#8230;Che fare&#8230;come fare&#8230;da chi andare&#8230;se la si butta in discorso da bar la cosa sembra di facile soluzione in realtà i problemi da affrontare sono molteplici primo perchè mio fratello è in carrozzina e non può certo fare la cosa in auto&#8230;.secondo perchè volevo individuare una persona che fosse Italiana e non extra comunitaria gestita da racket o cose simili, volevo un posto accessibile, pulito, una persona che potesse avere del dialogo&#8230;si lo sò parlare di dialogo e di sentimenti è un confine molto sottile e difficile&#8230;quindi non voglio per il momento prenderlo in considerazione&#8230;insomma una marea di problemi&#8230;per sdrammatizzare potrei dire che la disabilità è una cosa difficile &#8230;andare a donne o a uomini da disabili è leggermente più difficile&#8230;insomma come dice una nota pubblicità &#8220;è un mondo difficile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima cosa, e l&#8217;ho lasciata per ultima perchè le barriere archittetoniche il posto ecc&#8230;sono tutte cose che si possono risolvere&#8230;trovare una persona che volesse fare l&#8217;amore con lui. Non crediate che sia così facile trovare delle donne o uomini disposti a relazionarsi con un disabile nel senso che mi sono accorto che a determinbati livelli (non certo ovviamente quelle per la strada) possono permettersi tranquillamente di poter scegliere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi metto quindi su internet e inizio a scrivere alcune parole chiave come escort (sì la parola prostituta a livelli medio alti non viene presa in considerazione), la città, i chilometri &#8230;alcuni siti ti fanno inserire il CAP&#8230;alla faccia dell&#8217;organizzazione, la nazionalità e alcune caratteristiche fisiche&#8230;è incredibile in quante caselline possiamo definire un corpo umano&#8230;questa è stata forse la cosa più curiosa &#8230;si parla sempre del fatto che prostituirsi non sia un lavoro&#8230;a determinati livelli, e qua mi ripeto, è gestito come un bussiness, una volta compilate tutte le caselline non è che ti senti uno sfigato che stà cercando una donna per amore &#8230;ma come uno che vuole provare un esperienza diversa&#8230;che ne sò bungin jumping, scalare una montagna&#8230;pensatela come volete&#8230;.è dall&#8217;inizio del mio racconto che non stò parlando di amore ma di altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo individuo una ventina di donne con un età che andava dai 30 ai 45 anni&#8230;non mi interessavano giovani&#8230;proprio perchè credo si dovesse cercare anche una certa maturità&#8230;.apro una piccola parentesi, mia moglie è stata la persona con cui mi sono confidato e che mi ha supportato&#8230;non è facile girare per siti di escort alla era con la moglie che ti capita dietro&#8230;per lo meno io non l&#8217;avevo mai fatto&#8230;<br />
La cosa più difficile per me e anche all&#8217;inizio imbarazzante è stata quella di chiamare queste donne&#8230;ovviamente i numeri cambiano spesso&#8230;ti dicono di richiamare perchè sono impegnate (ah ecco ribadisco che il lavoro non è in crisi&#8230;.anzi&#8230;se professioniste non ci danno il giro) &#8230;cerchi di spiegare la cosa e circa il 30% mi ha detto di no subito, con altro 30% non si riusciva salire nell&#8217;appartamento perchè con barriere archittettoniche un 20% scartato da mio frtello perchè non di suo gradimento&#8230;con il 20 % ok&#8230;.le percentuali a questo punto, siccome immagino le donne inorridite dal fatto che le stò trattando a livello di numero, sono d&#8217;obbligo per fare capire che bisogna contattarne parecchie per venirne a capo. Riesco quindi a parlare e da un primo contatto telefonico capisco quali siano quelle con cui continuare il discorso (diciamo che ho fatto il venditore per molti anni e quindi riesco discretamente bene a scremare le persone).<br />
Fisso un appuntamento per mezzogiorno e vado da solo al primo appuntamento, per vedere il posto, per vedere la persona, per parlare con la persona, per spiegare alla persona&#8230;..mi riceve e si vede benissimo che è abituata a trattare con la gente, mi accomodo e si passa una mezzoretta a chiaccherare amabilmente del più e del meno&#8230;vengo quindi a sapere che lei ha già diversi clienti con forti disabilità e che quindi &#8220;si fà fin dove si può&#8221;&#8230;.ecco questa è stata la frase più bella, nel senso che, diciamocela tutta, uno dei problemi che potrebbero assillare chi dovrà gestire la cosa sono di tipo clinico&#8230;.siccome parlavo di prima volta&#8230;per noi tutti, la prima volta almeno ci ricorderemo i battiti del cuore&#8230;a mille&#8230;almeno ci ricorderemo dello stress e via discorrendo&#8230;quindi finchè guidavo mi ero ripromesso anche di parlare di questo&#8230;ma la frase &#8220;si fà fin dove si può&#8221;&#8230;mi ha rasserenato.</p>
<p style="text-align: justify;">Fisso quindi l&#8217;appuntamento per la settimana successiva e accompagno mio fratello&#8230;..in macchina abbiamo parlato poco.. ho solo cercato di evidenziare bene che la cosa non doveva essere vista come amore&#8230;ma come atto sessuale/rapporto amoroso (non sentimentale)&#8230;lo acompagno in stanza  me ne usco augurando ad entrambi buon divetimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricevo poi una telefonata dopo due ore e vado a prenderlo, mi hanno fatto entrare in camera, abbiamo bevuto un caffè tutti e tre e molto cordialmente abbiamo chiaccherato per un&#8217;altra mezzoretta&#8230;.nel frattempo i tre cellulari che lei aveva sopra il divano suonavano o meglio si illuminavano in continuazione&#8230;ma lei non era per nulla preoccupata anzi si è trattenuta tranquillamente a chiaccherare&#8230;.prima di chiudere il racconto dirò che ha speso 100 euro anche se la tariffa era di 200&#8230;nel senso che và a simpatia e questo è confermato dai vari report che fanno gli utenti del servizio offerto&#8230;segno che a Lei siamo risultati anche simpatici e la cosa è stata reciproca.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; trascorso un pò di tempo, io non ho più chiesto nulla a mio fratello nel senso che il patto era che io organizzavo la cosa la prima volta poi lui una volta capito lo schema si sarebbe arrangiato&#8230;mia madre dice che da quel giorno è un altro e la serenità è ritornata in casa. Secondo me in questo periodo Lui non ci è più andato, per il momento il tutto gli è servito per capire che sesso non è amore&#8230;cosa non facile da capire nemmeno per molti normodotati.</p>
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		<title>La favola del &#8220;sono innamorato ma&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 10:33:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[amore e disabili]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono non vedente dalla nascita, per cui la disabilità mi ha accompagnato per tutta la vita, nel bene e nel male: se da un lato mi ha permesso di non preoccuparmi di tante piccolezze di cui tanti coetanei facevano una malattia, dall&#8217;altro mi ha messo di fronte a situazioni difficili soprattutto dal lato relazionale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/02/san-valentino-foto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-853" title="san valentino foto" src="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/02/san-valentino-foto.jpg" alt="" width="620" height="496" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono non vedente dalla nascita, per cui la disabilità mi ha accompagnato per tutta la vita, nel bene e nel male: se da un lato mi ha permesso di non preoccuparmi di tante piccolezze di cui tanti coetanei facevano una malattia, dall&#8217;altro mi ha messo di fronte a situazioni difficili soprattutto dal lato relazionale e affettivo. Del resto, qualsiasi persona ha un motivo più o meno banale per cui non si piace e questo inevitabilmente induce a convincersi di non piacere nemmeno al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando sei disabile, tendi ad attribuire al tuo problema tutti i tuoi insuccessi e pensi che senza di questo saresti la persona più felice del mondo e con zero problemi relazionali. Non ci si rende conto invece che la disabilità è una scusa come un&#8217;altra! E che se si vuole stare assieme a una persona, dubbi e paure si superano o quantomeno si gestiscono. Non sono qui per lanciare i soliti messaggi mielosi da san valentino &#8220;con l&#8217;amore si supera tutto&#8221;, perché non sono veri. Ma sono qui per far capire che la favola del &#8220;sono tanto innamorato di te ma&#8221;, allo stesso modo non è più credibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Io ho avuto in passato una breve relazione con un ragazzo così. Inizialmente si mostrava tutto dolce e premuroso, sembrava tutto a posto e che la nostra vita dovesse scorrere senza ostacoli: poi interviene la madre che gli fa le solite obiezioni sessiste: &#8220;ma sei sicuro, una donna così non ti laverà, non ti stirerà, non ti cucinerà, non sarà brava a far la moglie, per te vorrei qualcosina meglio&#8221;, fatto sta che Eros ha preferito ascoltare i consigli antiquati di sua madre, succube alla cultura patriarcale e maschilista, e non ha voluto nemmeno provarci quindi, con me, se n&#8217;è uscito con questa frase. &#8220;ti amo tanto ma non si può&#8221; Niente di più falso. Se mi ami tanto, si può. O per lo meno, si prova.</p>
<p style="text-align: justify;">La vita non è fatta soltanto di amore e non nego che da non vedenti ci sono degli accorgimenti in più da avere nella vita quotidiana, ma siccome tante cose non le conosceva lui e non le conoscevo io, amare voleva anche dire essere disposti a crescere insieme. Ora da 4 anni vivo una relazione che, per la maggioranza dell&#8217;opinione pubblica, avrebbe tutti i canoni per un &#8220;ti amo ma non si può&#8221;: non vedente io, non vedente lui, sieropositivo lui, con una emiparesi alla parte sinistra del corpo lui. E i miei genitori che non sarebbero affatto d&#8217;accordo con questo rapporto. Ma e allora? Chi stabilisce il &#8220;non si può&#8221;? Gli altri? Dove sta scritto? L&#8217;HIV adesso è una malattia cronicizzata, grazie ai nuovi farmaci; con le dovute precauzioni, si può avere una vita sessuale assolutamente normale e varia. Le paure possono esserci e le ho avute anch&#8217;io, non lo nascondo, ma si superano con l&#8217;informazione dovuta e soprattutto affrontandole con la persona che si ama.</p>
<p style="text-align: justify;">I buoni sentimenti sono tanto una bella cosa, ma non bastano. Bisogna avere la capacità di mettersi in gioco quotidianamente, non nego che a volte è difficile e a volte meno, ma vivere significa mettersi in gioco, amore e disabilità non c&#8217;entrano perché la vita è un mettersi in discussione di continuo. Pertanto vorrei dire a tutte quelle persone, uomini e donne, disabili che si sentono dire &#8220;sono tanto innamorato ma&#8221;, non ci credete. E&#8217; una favola come un&#8217;altra, che ormai nel 2013 non è più credibile. La disabilità è una scusa come un&#8217;altra per rifiutare una persona di cui in realtà innamorati non si è: se anche non ci fosse stata la disabilità e il &#8220;sì&#8221; fosse arrivato subito, il rifiuto potrebbe arrivare dopo anni di finta armonia, anche per motivi di molto meno valore, conosco persone &#8220;normali&#8221; che si sono lasciate per un sms. E allora, a questo punto, vale decisamente la pena prendere il rifiuto per quel che è: aver sopravvalutato una persona che non merita.</p>
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		<title>Disabili in TV? Dove sono?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 11:45:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dannata influenza che ti costringe a letto e a fare zapping da un programma all’altro, vedendo e rivedendo sempre le stesse facce; poi vedi un ometto arzillo (pace all’anima sua, che è venuto a mancare da poco) che chiede alla Signora della Tv Maria De Filippi una compagna con la quale vorrebbe fare sesso, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/02/Uomini-e-Donne-Maria-De-Filippi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-847" title="Uomini-e-Donne-Maria-De-Filippi" src="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/02/Uomini-e-Donne-Maria-De-Filippi.jpg" alt="" width="620" height="349" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dannata influenza che ti costringe a letto e a fare zapping da un programma all’altro, vedendo e rivedendo sempre le stesse facce; poi vedi un ometto arzillo (pace all’anima sua, che è venuto a mancare da poco) che chiede alla Signora della Tv Maria De Filippi una compagna con la quale vorrebbe fare sesso, e non è che usa tanti fronzoli per dirlo e Maria è lì che lo ascolta e che con la sua sensibilità cerca di fargli capire che prima di avanzare certe pretese deve voler qualcuna vicino a se’ che gli voglia bene e che lo accudisca! Cavolo allora pensi, dietro a questo programma che è sempre stato criticato forse c’è ben altro, non ci sono solo i super bellocci, le bellissime, i personaggi costruiti e/o reali, c’è umanità, c’è una voglia di scardinare quel lo stereotipo che in tv c’è posto solo per gente giovane, bella, perfetta e che non parla di cose scomode, perché insomma , a me ha fatto tanta tenerezza il sig. Giuseppe e spero di arrivarci pure io alla sua età reclamando il sesso e un compagno di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">E pensare che l’hanno criticato così tanto questo programma, ma perché? E’ vero ci sono i bellocci e le belle, che qualche strafalcione in italiano lo commettono e insomma non è che son sempre la raffinatezza, ma il trono degli over, ti fa vedere che abbiamo da imparare da ‘sti vecchietti che hanno un animo gagliardo a dir poco!</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui mi viene un’idea, controllo il regolamento. I requisiti devono essere: non appartenere a nessuna agenzia, non fare serate durante il trono, dieci puntate per decidere, sostituzione in caso di nuovi arrivi, ma non trovo nulla a livello di carattere estetico, che ne so l’altezza, oppure un book fotografico o precedente esperienza nello spettacolo, ma quindi per un disabile, Maria le porte le lascia aperte!!!!!!!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Caspita sarebbe davvero bello vedere, come lei che è riuscita a far arrivare nelle nostre case e a far amare a noi pubblico giovane il trono degli over, un trono dove c’è un ragazzo disabile, sarebbe lo scardinamento dello scardinamento ci pensate? E chi se non una con la sensibilità della De Filippi potrebbe farlo, l’ha dimostrato anche nel suo programma “c’è posta per te”, dimostra da anni di essere attenta ai giovani basti pensare al programma “amici” , è all’avanguardia con “italian’s got talent”. Credo che difficoltà per le esterne non ce ne siano, perché con una redazione super collaudata come la loro, sia tutto alla portata e allora perché non ci hanno ancora pensato visto che farebbe un audience spettacolare, rivoluzionando il concetto di bello da tv, se non il concetto di tv stessa?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma poi vi immaginate critiche a parte, che come disse una grande donna: “ nel bene o nel male l’importante è che si parli di me” le sceneggiate? Chi arriva solo per la telecamera, chi per vero interesse, chi disabile, chi normodotato eppure anche qui come negli over si vedrebbero dei veri valori, delle problematiche, delle emozioni, che molti non conoscono. Ma siamo proprio sicuri che in tv ci sia posto anche per loro?</p>
<p style="text-align: justify;">Marinella.</p>
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		<title>Una ragazza ci urla: Sveglia!!</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 09:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[assistenza sessuale]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciao sono una navigatrice errante, navigo nelle persone, le persone più sbagliate, che mi hanno usata o da cui sono stata manipolata abilmente, ma navigando sono approdata su un’isola rigogliosa, piena di avventura, di colori e di nuove sfide. L’unico problema è per me come affrontare queste sfide, perché non so se ne avrò la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/02/Domande-per-comprendere-il-mondo.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-843" title="Domande per comprendere il mondo" src="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/02/Domande-per-comprendere-il-mondo.jpeg" alt="" width="620" height="406" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ciao sono una navigatrice errante, navigo nelle persone, le persone più sbagliate, che mi hanno usata o da cui sono stata manipolata abilmente, ma navigando sono approdata su un’isola rigogliosa, piena di avventura, di colori e di nuove sfide.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unico problema è per me come affrontare queste sfide, perché non so se ne avrò la forza e la capacità, chissà se questa isola mi accoglierà, chissà se sarò all’altezza chissà se…se….se….INSOMMA BASTA CHE LAGNA! Diciamocela tutta noi normodotati non sappiamo proprio un belin di niente sulla vita dei disabili! Bravi a chi fa volontariato, bravi a chi fa le campagne, ma che cavolo di informazione fate????? Perché oltre che stare lì fermi ai gazeboo, che fa tanta scena e un sacco di spreco di soldi x l’occupazione del suolo pubblico, oltre che avere un sacco di freddo o caldo, non entrate nelle scuole? perchè io devo navigare ore e ore in internet per non fare domande idiote e cretine alla persona che frequento per evitare di sfiorare argomenti che potrebbero farlo stare male? A che cosa servono le raccolte fondi? A lavarvi le coscienze da perbenisti che avete, perché vorrei sapere chi di voi sa effettivamente come si inizia un rapporto sentimentale e sessuale con una persona disabile, senza avere timore di dire cazzate, senza timore di aprire quelle ferite che fanno sentire la persona accanto così inadeguata, non perché lo sia, ma perché si sente! Non si può fare perché i “bambini” potrebbero rimanere impressionati???</p>
<p style="text-align: justify;">NON DICIAMO EMERITE STUPIDAGGINI! Chiedete pure a un bambino di V elementare e saprà già dirvi come avviene un rapporto sessuale, non parliamo poi di quelli alle medie….potrebbero esserci problemi perché gli “idioti” potrebbero prendere il disabile come bersaglio? Bene, Vi ricordo che esistono compiti supplementari come ricerche proprio sulle scanzonature o offese fatte, la cultura non ha mai ammazzato nessuno e di questi tempi c’è ne è davvero bisogno. Dunque vorreste dirmi che non sapete spiegare l’anatomia? Dunque ve lo dico io…i maschietti hanno il pene e le femminucce la vagina, cosa c’è di strano???? OOOOhhh il pene e la vagina ce l’hanno anche i disabili, ma noooo?? Ma davvero??? La/lo usano anche loro, hanno stesse forme stesse dimensioni e da quanto mi risulta hanno anche problemi molto comuni a noi bigotti normodotati! Quindi la mia domanda è PERCHE’? Perché girando e rigirando non vengo a capo di nulla che mi aiuti, che mi dia delle linee guida per sapere come reagire a certe spiegazioni, come approcciarmi a lui/lei senza che lui/lei debba farmi da istruttore? A letto non voglio un TOM TOM che mi dica “li ti sento, lì no , lì così e così, no non andare lì o non fare così”, a letto si fanno cose da letto insomma…..!!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Mi rivolgo anche a chi apre siti per dare supporto a chi ne ha bisogno, soprattutto a te Max che sei un grande per scuotere le coscienze, quelle coscienze addormentate nel perbenismo, nel girarsi quando si vede un ragazzo in carrozzina, perché è meglio far finta che non esista per andar avanti con la nostra miserabile coscienza da finti perbenisti, superficiali e bigotti! E se vi dicessi che uno così a letto è meglio di un normodotato che ti rompe le palle ogni due per tre, per farti fare i numeri da circo, senza ricordarsi che davanti a se’ c’è una persona e non un semplice pezzo di carne?? Che ti vede solo come strumento per il suo appagamento sessuale? E se vi dicessi menomale che lui è così, perché lui mi fa conoscere parti di me che se no non avrei scoperto e me la godo di più io e sono io da una parte l’egoista?</p>
<p style="text-align: justify;">E già sono io l’egoista, magari in modo involontario (dico magari perché la cosa mi piace anche sfruttarla a mio vantaggio), ma solo per paura, paura di metterlo a disagio in imbarazzo e allora meglio lasciar fare a lui, ma io così mi sento impotente mi sento che non gli sto dando ciò che si merita e allora perché nessuno mi ha detto quali potrebbero essere le problematiche? Qualcuno dirà, se stai con lui vai dall’andrologo e te lo spiega ed eviti di rompere le scatole a noi..…e no!!! Non ci sto!!!….troppo facile!!!..troppo formare…troppo da fogliettino illustrativo, stile manuale di istruzione, ooooohhh ma stiamo parlando di persone, di sentimenti, di paure, e secondo voi si riassumono in un foglietto? E allora perché voi disabili non ci date una SVEGLIATA, diteci cosa vi piace, cosa vi mette in imbarazzo, che fantasie sessuali avete, perché cazzarola le hanno tutti!! E magari non si possono praticare, ma sognare o arrivare vicino al poterle mettere in pratica non costa nulla! magari prendeteci pure in giro per capire le cavolate che vi chiediamo o vi diciamo, lo faccio io per prima, lo faccio ora!! Esempio: parlando di pomp***ni con la persona che frequento gli ho chiesto con o senza ingoio? (persona affetta da paraplegia) e mi son sentita un’idiota perché non sapevo, non mi ero informata, non me l’hanno insegnato che per questa lesione le scene alla Rocco Siffredi non si possono fare!!! E allora?</p>
<p style="text-align: justify;">Dagli sbagli si impara, e si inventano nuove cose, ma se ci fosse qualcosa, qualcuno che ci fa fare quel cavolo di primo passo in modo corretto, magari tanta altra gente spaventata o ignorante o che si tira le seghe mentali e che non vuole uscire allo scoperto per chiedere come farò? come sarà? come mi dovrò comportare? (io per prima), magari e dico magari, perché la stupidità umana non ha confini, potremmo essere noi normodotati ad integrarci a voi; perché lasciatevelo dire mi sento ghettizzata, come se le mie problematiche venissero (da una parte giustamente) in secondo piano, però penso anche un’altra cosa: ultimo dibattito aperto da loveabilty è sull’assistenza sessuale, per la quale potrei essere anche d’accordo, dico “POTREI” semplicemente perché se noi avessimo l’opportunità di conoscervi meglio, forse non sarebbe neppure necessaria questo tipo di figura (ribadisco non che io sia contraria, anzi, sono favorevole anche all’apertura della case chiuse!!!) dico solo che ci sarebbero più coppie “NORMABILI”, senza tutte quelle scene da film dove tutti si girano o gli attimi di silenzio in cui mi verrebbe voglia di dire: “ma che c**o avete da guardare? Sono figa o ho qualcosa qualcosa nei denti? Solo perché entro a fianco ad un disabile. Allora disabili e normodotati? Vogliamo ancora dormire per un po’ oppure decidiamo di prenderci le nostre vite, il nostro diritto di amare e di fare sesso senza barriere? Perchè mi sa che qui siete voi a mettere le barriere a noi…….</p>
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		<title>La storia di Francesco</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 10:38:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ciao, il mio nome è Francesco, ho  48 anni e sono diventato sordo pochi giorni dopo la nascita ma i miei non se ne accorsero. All’età di 4 anni ancora non sapevo parlare.  Non ho ricordi diretti di quel periodo. Molti anni dopo vidi le foto di un bambino dall’aria perplessa chiuso in una gabbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/01/francesco.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-839" title="francesco" src="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/01/francesco.jpg" alt="" width="600" height="569" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;Ciao, il mio nome è Francesco, ho  48 anni e sono diventato sordo pochi giorni dopo la nascita ma i miei non se ne accorsero. All’età di 4 anni ancora non sapevo parlare.  Non ho ricordi diretti di quel periodo. Molti anni dopo vidi le foto di un bambino dall’aria perplessa chiuso in una gabbia o tenuto al guinzaglio. Quel bambino ero io. Finalmente un medico sospettò che non sentivo normalmente. Gli esami successivi stabilirono che la probabile causa della sordità era un farmaco che aveva leso irrimediabilmente i nervi uditivi. Avevo ormai 5 anni quando iniziai un lavoro di recupero che mi ha permesso di  imparare a parlare così bene che spesso gli altri si dimenticano che sono sordo. Prima le protesi, poi gli esercizi di ortofonia, poi la scuola e le prime letture. Ho proseguito gli studi fino all’Università e mi sono laureato in Scienze Politiche. Lavoro a Milano e vivo da solo in un comune dell’hinterland.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Sono eterosessuale e single.  Non professo nessuna religione, sono vegetariano, rispetto gli animali e mi stanno simpatici i gatti. Ho molti interessi: lettura, cinema, arte, viaggi e attualità. Non pratico nessuno sport ma mi piace camminare. Per anni ho fatto volontariato in un’associazione fra sordi e udenti. Le mie aspirazioni sono  scrivere un libro che ho in mente, diventare un buon fotografo e fare un viaggio romantico. Dove?  Lo deciderò con la mia partner ma prima devo trovarla. Sono di statura media e corporatura normale, ho capelli castani brizzolati e occhi castani. Porto protesi acustiche e mi aiuto con la lettura labiale e una buona padronanza dell’italiano. Porto anche occhiali da vista ma mi sono fotografato senza per evitare che i riflessi sulle lenti nascondessero lo sguardo.  Godo di buona salute, non fumo, bevo moderatamente e preferibilmente in compagnia.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Dicono che ho un carattere forte  ma io mi sento fragile. Sono sensibile, generoso, leale con gli amici e civile con gli altri. So ascoltare, ho la capacità innata di sdrammatizzare con un sorriso e non mi perdo d’animo neanche nei momenti più difficili. Sono solo da tanti anni e non ho molte occasioni per fare conoscenze. Gli amici di un  tempo si sono allontanati, l’associazione non c’è più e la timidezza non mi aiuta.  Ci ho provato in qualche sito di dating on line ma mi sono accorto che scrivere di essere sordo fa un effetto molto peggiore che nella realtà. Molte persone sono insicure e classificano gli altri in base a etichette. Certo devono pensare: “Sei sordo? Allora vali di meno. Perché dovrei conoscere proprio te? Merito di meglio.” Naturalmente non ammetteranno mai di pensare così e scrivono semplicemente: “Non sei il mio tipo”.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Non mi capita mai di parlare di me, dei miei bisogni e dei miei desideri. L’esperienza mi ha insegnato ad andare oltre le apparenze e a cercare sicurezza non solo nella bellezza o nella salute ma anche nei gesti e nei sentimenti. Niente è più rassicurante di un gesto dettato da un moto generoso dell’animo. A volte una parola gentile mette di buon umore tutto il giorno. Però non basta. Quando si è soli si sente che manca qualcosa. Cosa mi aspetto da questo sito? Non mi faccio troppe illusioni ma nel cuore ho la speranza di trovare una partner sensibile e intelligente con cui condividere il futuro. Dietro la mia timidezza si nasconde un animo sensuale, e a chi sa ricambiare un sentimento di amore dò la mia fiducia. Dopo l’amore la cosa più importante in un rapporto è proprio la fiducia: quel legame solido e impalpabile che fa sentire sicuri quando si è insieme ma anche quando si è lontani.&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Grazie e ciao,</div>
<div style="text-align: justify;">f <img src='http://www.loveability.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </div>
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		<title>Aprirà in Inghilterra la prima “casa di piacere” per disabili</title>
		<link>http://www.loveability.it/aprira-in-inghilterra-la-prima-casa-di-piacere-per-disabili/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 17:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aprirà nel Buckinghamshire, nel 2014. L’idea, che ha scatenato un dibattito acceso nel Regno Unito, è venuta a Becky Adams, ex tenutaria di case di appuntamenti che un anno fa ha deciso di costituire un’associazione che metta in contatto domanda e offerta. BRUXELLES &#8211; Il primo “bordello” per disabili aprirà in Inghilterra, nel Buckinghamshire, nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/01/LApollonide-testo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-836" title="assistenza sessuale" src="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/01/LApollonide-testo.jpg" alt="" width="600" height="457" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aprirà nel Buckinghamshire, nel 2014. L’idea, che ha scatenato un dibattito acceso nel Regno Unito, è venuta a Becky Adams, ex tenutaria di case di appuntamenti che un anno fa ha deciso di costituire un’associazione che metta in contatto domanda e offerta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">BRUXELLES &#8211; Il primo “bordello” per disabili aprirà in Inghilterra, nel Buckinghamshire, nel 2014. L’idea, che ha scatenato un dibattito acceso nel Regno Unito e non solo, è venuta a Becky Adams, un’ex tenutaria di case di appuntamenti che, un anno fa, una volta appesi i tacchi a spillo e la stola di pelliccia al chiodo, ha deciso di costituire un’associazione chiamata ParaDoxies, che metta in contatto la domanda e l’offerta: in questo caso la domanda è rappresentata da persone disabili che vogliono avvalersi delle prestazioni di una prostituta in una casa chiusa, mentre l’offerta sono le lavoratrici del sesso stesse che offrono volontariamente e gratuitamente le loro prestazioni, di tanto in tanto. In pratica, se una persona su una sedia a rotelle contatta la signora, lei cerca di trovare una escort che viva in un appartamento dotato di ascensore o di rampe accessibili. E il tutto gratis. Ma non è sempre semplice. Da qui, dunque, il progetto di una casa chiusa specificatamente pensata per disabili. Adams, che ha investito già circa 75.000 euro nel progetto di quello che lei chiama “un centro per la salute e l’educazione sessuale per le persone con disabilità, ha dichiarato a Radio 2 della BBC e al blog BBC Ouch di aver ricevuto molte mail sia da persone interessate a usufruire delle prestazioni del futuro bordello, sia di escort disposte a lavorarci.</p>
<p style="text-align: justify;">In Inghilterra le case chiuse sono illegali, ma a chi le chiede come intende ovviare al problema, Becky Adams risponde: “Il nostro è uno scopo nobile: educare le persone con disabilità a una sessualità sana e a conoscere meglio il loro corpo, quindi non si tratta in realtà di una casa di appuntamenti”.</p>
<p style="text-align: justify;">“I disabili hanno le loro relazioni come le persone normodotate”, aggiunge Adams. “Si sposano, convivono, hanno rapporti sessuali esattamente come chiunque altro. Però, come chiunque altro, a volte possono sentire il bisogno di ricorrere al sesso a pagamento o di avere un contatto con una persona estranea, e noi vogliamo dar loro questo diritto, come lo hanno le persone che non hanno una disabilità. A volte, però, questo non è possibile perché le lavoratrici del corpo (così le chiama Adams, NDR) non pensano all’accessibilità dei loro appartamenti quando si stabiliscono in un posto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo centro che Adams aprirà sarà dotato di rampe, elevatori e altri accorgimenti per un’accessibilità al 100%.</p>
<p style="text-align: justify;">“I clienti potranno essere uomini, donne o coppie”, aggiunge. “Ad esempio c’è chi ha avuto incidenti traumatici e non se la sente di trovare subito un partner, ma incontrare una delle nostre ragazze per farsi fare magari, che so, un massaggio può far bene all’autostima. Un altro esempio può essere quello di una persona autistica a cui poter mostrare come rimorchiare una donna… Poi ci sono quei clienti che non possono avere un rapporto sessuale completo, ma che magari hanno piacere nell’avere un contatto fisico con una bella signora. Molte delle persone che si offrono per lavorare nel centro che aprirò sono ex infermiere, o persone che comunque hanno lavorato in strutture per disabili, quindi sanno come comportarsi in tutte le situazioni”. E a chi le chiede se lei stessa offrirà i suoi servigi alle persone che contatteranno il centro, la sua risposta è un laconico “no”.</p>
<p style="text-align: justify;">(Maurizio Molinari). <a href="http://www.redattoresociale.it/DettaglioNotizie.aspx?idNews=421703">Fonte</a>.</p>
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		<title>Assistenza sessuale e prostituzione: nuove regole per una nuova consapevolezza.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 09:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/01/assistenzasessuale-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-819" title="assistenza sessuale" src="http://www.loveability.it/wp-content/uploads/2013/01/assistenzasessuale-1.jpg" alt="assistenza sessuale" width="600" height="229" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come donna, in una cultura di matrice patriarcale, maschilista e generalmente sessuofobica, dovrei temere a esprimere quello che vado a esporre. Se non è più tempo di roghi e inquisizione, il biasimo, l’emarginazione e la riprovazione sociali sono sempre in agguato per chi decida di accostare la propria immagine a tematiche esplicitamente sessuali. Se sono già arrivati i tempi in cui il sesso, offerto, venduto, barattato, non scandalizza in fondo più nessuno, di sicuro bisogna prepararsi ad affrontare un passaggio necessario e conseguente: la sua ‘regolamentazione’.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho sempre avuto la ferma convinzione che le tematiche di tipo sessuale fossero ancora rigidamente in mano a una mentalità maschile. Sdoganare alcuni fenomeni, renderli pubblici, va sicuramente a obliterare il vecchio adagio dei vizi privati e delle pubbliche virtù, nel quale il nostro paese pare eccellere. Tuttavia, ed è un fatto, quando è la mentalità maschile a rendere pubbliche e ‘normali’ determinate attività, non può esimersi dal farlo oggettivizzando la donna e soprattutto il suo corpo, ricadendo in una nuova e più sottile, ma non meno perversa, forma di dualismo: la morale religiosa che appartiene al nostro paese pretende di disporre del corpo della donna in fatto di ‘virtù’, la morale decadente laica pretende invece di disporne in merito ai ‘vizi’ maschili che la donna, col suo stesso corpo, dovrebbe soddisfare.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fatto, alla donna, viene lasciata solo una scelta apparente: se appartenere alla categoria delle persone rispettabili, sessualmente e moralmente inattaccabili, oppure andare a nutrire la schiera di stelline che cedono corpo e favori sessuali in cambio di ciò che agognano ottenere. Posso affermare sicuramente che le donne che cadono in questa trappola dualistica non sono più donne, ma replicanti degli uomini, in quanto ne hanno interiorizzato i ‘comandamenti’.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché questa premessa? Dal mio punto di vista, siamo di fronte a una netta quanto inevitabile inversione di tendenza. L’assistenza sessuale e la prostituzione possono senz’altro essere viste come prospettive antitetiche, sebbene apparentemente assimilabili l’una all’altra, se non si prendono in esame le considerazioni che sto per esporre.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella prostituzione solitamente l’uomo usa una donna e paga per l’uso del suo corpo. Ci sono molte ragioni per cui un uomo sente il bisogno di ricorrere a pratiche che non ammetterebbe mai con una partner e quindi si rivolge a una professionista del sesso. Senza esprimere giudizi di alcun tipo, affermo che questa pratica, in vigore fin dalla notte dei tempi, nasce da una prospettiva maschile, da una cultura generata da principi maschili. Una cultura in cui il maschile esercita di fatto il predominio sul femminile in ogni ambito.</p>
<p style="text-align: justify;">L’assistenza sessuale viene spesso confusa con la prostituzione. Io stessa, offrendo la prima, mi sono vista rivolgere richieste che appartengono alla contrattazione tipica di quest’ultima. Di fatto, la mentalità dei più non è assolutamente preparata a cogliere la portata epocale, dal punto di vista morale, dell’introduzione di una pratica come l’assistenza sessuale nel nostro paese. Nell’assistenza sessuale non vi è strumentalizzazione, uso e mercificazione del corpo della persona che la offre. Il corpo viene sì usato, ma come strumento nel pieno possesso dell’operatrice per trasmettere benessere, quasi esclusivamente attraverso il contatto e l’empatia, l’affettività che si sviluppa toccando la persona a cui si sta facendo assistenza sessuale con il massimo della dolcezza e della sensibilità che la sua condizione generalmente richiede. Non dimentichiamo che di norma questa pratica nasce per offrire a chi non ha autonomia del corpo e l’uso delle mani, la possibilità di interagire attraverso il contatto manuale con qualcuno che sappia rendere quell’esperienza preziosa dal punto di vista del benessere psico-fisico-emotivo. Spesso il fatto che non sia prevista oralità e penetrazione viene visto come un fattore sminuente. Il ragionamento nel quale si incagliano i più è che vista la necessità di pagare per una pratica assistenziale, a quel punto è chi paga a decidere che cosa si debba fare. Errore. Questa è la prospettiva maschile che si richiede di cambiare. Secondo una cultura generata dal pensiero maschile, la stessa che fa incorrere nella considerazione precedente, una ‘lovegiver’ non dovrebbe nemmeno esistere. Un’assistente sessuale di fatto non è una tipologia di donna che abbia interiorizzato i dettami di una cultura di stampo patriarcale. E’ una donna che sente di poter trasmettere benessere erotico-affettivo a persone private per lo più, data la loro condizione fisica e quindi esistenziale, della possibilità di imbattersi in un partner, fisso od occasionale, col quale imparare a scoprire limiti e possibilità del proprio corpo riguardo alla sfera sessuale. Questo è un atto di amorevolezza del tutto impersonale che nasce da una vocazione del tutto personale che caratterizza un certo tipo di donna, la quale vede il sesso sempre e solo come un atto d’amore, in qualunque forma si decida di condividerlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il punto che si richiede di tenere sempre presente quando ci si approccia all’assistenza sessuale: essa è il frutto di una coscienza femminile che si riappropria dell’uso autonomo del proprio corpo e che, spontaneamente, decide di usarlo per trasmettere cura e amorevolezza a chi ne ha bisogno. Così come ci sono donne che hanno fermamente interiorizzato i dettami di una cultura maschile, è opportuno che gli operatori uomini che intendano dedicarsi a questa pratica, così come le persone disabili che la richiedono, abbiano ben chiaro questo fondamentale punto di partenza e inizino a ragionare in termini ‘femminili’, interiorizzando concetti come empatia, cura, benessere olistico. Il ‘pago quindi detto le regole’ è tassativamente escluso.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’ultima considerazione. Se qualcuno dovesse chiedersi, a questo punto, perché l’assistenza sessuale non sia una forma di volontariato attraverso il quale alcune pie donne rivolgono attenzioni alle persone disabili senza che il denaro debba entrarci in alcun modo, gli risponderei che ci sono molti lavori che partono da un’indiscutibile vocazione e non per questo si pretende che vengano offerti solo in forma volontaria. La stessa assistenza personale al disabile non dovrebbe essere fornita da chi non possieda le necessarie caratteristiche di competenza e sensibilità, ma nessuno pretende che sia un volontariato. E’ un lavoro o comunque una pratica retribuita. Il nocciolo del problema, semmai, dovrebbe essere il far sì che il compenso della ‘lovegiver’ non ricada tra le spese personali del disabile, già spesso fortemente provato dai sempre maggiori tagli assistenziali che vanno a rendere una vita già irta di difficoltà ancora più ardua da vivere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Shakti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="sito sull'assistenza sessuale" href="http://www.lovegiver.it" target="_blank">www.lovegiver.it</a></p>
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